29° GIORNATA MONDIALE DEL MALATO: 11 FEBBRAIO

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Preghiera per la XXIX Giornata Mondiale del Malato

«Uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli» (Mt 23,8)
La relazione interpersonale di fiducia quale fondamento della cura olistica del malato
11 febbraio 2021

Padre santo, noi siamo tuoi figli e tutti fratelli.
Conosciamo il tuo amore per ciascuno di noi
e per tutta l’umanità.
Aiutaci a rimanere nella tua luce
per crescere nell’amore vicendevole,
e a farci prossimi di chi soffre nel corpo e nello spirito.
Gesù figlio amato, vero uomo e vero Dio,
Tu sei il nostro unico Maestro.
Insegnaci a camminare nella speranza.
Donaci anche nella malattia di imparare da Te ad accogliere le fragilità della vita.
Concedi pace alle nostre paure
e conforto alle nostre sofferenze.
Spirito consolatore,
i tuoi frutti sono pace, mitezza e benevolenza.
Dona sollievo all’umanità
afflitta dalla pandemia e da ogni malattia.
Cura con il Tuo amore le relazioni ferite,
donaci il perdono reciproco, converti i nostri cuori
affinché sappiamo prenderci cura gli uni degli altri.
Maria, testimone della speranza presso la croce,
prega per noi.

Il Vescovo Ivo Muser ne parla…

La pandemia da Coronavirus ha mostrato senza pietà cosa succede quando nella malattia e nel lutto si perde la rete della vicinanza umana. Ci ha mostrato l’urgenza di una nuova pastorale per la salute e il lutto. I nostri sacerdoti continuano a fare un lavoro importante in tal senso. Non parliamo mai abbastanza di questa pastorale concreta e silenziosa, che non fa notizia. La cura pastorale dei malati, degli anziani, dei moribondi, delle persone in lutto non può e non deve essere delegata al solo parroco. Deve essere la preoccupazione di tutta la comunità parrocchiale… Essere vicini a persone malate, anziane e in lutto è uno dei modi più concreti per vivere una spiritualità radicata nella sequela di Gesù.

L’inadeguatezza di un’interiorità astratta e disincarnata era particolarmente evidente nel difficile momento del lockdown totale, quando i malati e i moribondi non potevano più essere visitati o potevano essere visitati solo in misura molto limitata, quando la vicinanza fisica alle persone in lutto non era possibile e i funerali potevano aver luogo solo nella stretta cerchia. In nessun altro luogo del Vangelo si trova Gesù così spesso come tra i malati, gli afflitti, i feriti e le persone in lutto.

Già da tempo assistiamo a una privatizzazione strisciante e a una sempre maggiore mancanza di parole di fronte alla malattia e alla morte. La pandemia da coronavirus ha mostrato senza pietà cosa succede quando nella malattia e nel lutto si perde la rete della vicinanza umana. Ci ha mostrato l’urgenza di una nuova pastorale per la salute e il lutto. I nostri sacerdoti continuano a fare un lavoro importante in tal senso. Non parliamo mai abbastanza di questa pastorale concreta e silenziosa, che non fa notizia. La cura pastorale dei malati, degli anziani, dei moribondi, delle persone in lutto non può e non deve essere delegata al solo parroco. Deve essere la preoccupazione di tutta la comunità parrocchiale. Nel Convegno di ottobre, il giorno 23, approfondiremo questo importante aspetto della vita parrocchiale e mostreremo modelli per la pratica quotidiana.

Spero che questa importante tematica sia ripresa dai consigli pastorali parrocchiali e dai team pastorali delle parrocchie e portata avanti da molte persone volonterose. Essere vicini a persone malate, anziane e in lutto è uno dei modi più concreti per vivere una spiritualità radicata nella sequela di Gesù.

“Innehalten – darsi tempo per…” Il significato si esprime nell’atteggiamento del “per”. Il nostro darsi tempo non deve essere un mettersi in mostra mentre il mondo va avanti. La sofferenza delle persone, la loro solitudine, la loro vulnerabilità non aspettano fino a quando noi siamo interiormente pronti e attrezzati. Darsi tempo per Cristo significa darsi tempo per la persona che soffre; prendersi tempo per le persone vulnerabili significa prendersi tempo per Cristo stesso.

(dal Discorso al Convegno Diocesano – Cusanus – Bressanone 18.09.2020)

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