In anima e corpo: Lettera pastorale estiva per fermarsi e riflettere

Vescovo Ivo Muser

15 agosto 2021 Solennità dell’Assunzione di Maria al cielo

Pasqua – in piena estate

Il 15 agosto, in pieno periodo di ferie, celebriamo la nostra più antica e grande festa mariana. Celebriamo la Pasqua nella vita di colei che ha dato alla luce il Salvatore. Senza Maria non avremmo Gesù e in lei ci viene manifestato il significato più profondo della Pasqua.

In questa solennità, che già i teologi medievali chiamavano “Pasqua d’estate”, il credo della Chiesa arriva ad affermare che ” Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo”. Così recita a tutt’oggi l’ultima solenne definizione del dogma di fede proclamato da Papa Pio XII il giorno di Ognissanti del 1950.

Non culto del corpo, ma riconoscimento della corporeità

Al giorno d’oggi si sta diffondendo rapidamente il culto del corpo. Non sono poche quelle persone che investono tempo e denaro per costruirsi un corpo quanto più vicino alla perfezione. Non di rado ci viene mostrato un ideale secondo cui solo un corpo sano, giovane, attraente, prestante e tonico è “in”. D’altra parte, molti sono dolorosamente consapevoli dei pericoli insiti nel ridurre il proprio fisico, e quindi se stessi, a una qualche immagine stereotipa. Sono in particolare i giovani ad essere spesso disorientati, quando percepiscono che il loro corpo e la loro personalità non possono corrispondere agli ideali di fisicità e di bellezza ormai dilaganti.

La corporeità, è molto più che fisicità: è il corpo-vissuto, è la nostra vita nello spazio e nel tempo, la nostra sessualità, il nostro volto, la stretta di mano, il sorriso e il pianto, le nostre esperienze, gli atteggiamenti e le relazioni, il nostro agire, il nostro evolverci e la nostra inevitabile fine. Il nostro corpo è anche fatto di ferite, quelle che ci sono state inferte e quelle che noi infliggiamo agli altri. Il nostro corpo racconta la storia della nostra vita, la nostra origine e la nostra identità. L’assunzione in cielo in anima e corpo significa che il corpo ha a che fare con il cielo, perché ha a che fare con la nostra umanità. Pertanto, il corpo non deve essere reso un mero oggetto, una semplice cosa che si può solo usare.
“Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in voi? Lo avete ricevuto da Dio e voi non appartenete a voi stessi” ci interpella anche oggi l’apostolo Paolo (1 Cor 6,19).

Inseguire la perfezione del corpo non è cristiano, ma nemmeno disprezzarlo lo è. Ciò che celebriamo il 15 agosto risale direttamente all’immagine cristiana di Dio e dell’umanità e funge da contrappunto a quelle idee e atteggiamenti che svalutano e umiliano gli altri – non importa chi essi siano. Tre sono le questioni sostanziali che possono rendere attuale e concreta questa festa:

1. Un fermo “No” a ogni tipo di violenza contro le donne

La più grande di tutte le feste mariane è anche un chiaro monito contro tutta la violenza sulle donne, che è un tema di quotidiana attualità. La violenza sulle donne spazia dall’oppressione psicologica alle aggressioni fisiche più gravi. I numerosi femminicidi sono spaventosi e vergognosi al contempo. Lo sfruttamento sessuale è anche una grave violazione della dignità della donna. Nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, lo scorso 25 novembre 2020, Papa Francesco ha detto: “Troppo spesso le donne sono offese, maltrattate, violentate, indotte a prostituirsi… Se vogliamo un mondo migliore, che sia casa di pace e non cortile di guerra, dobbiamo tutti fare molto di più per la dignità di ogni donna”. 

2. Rispetto per ogni essere umano 

Questo giorno di festa indirizza il nostro sguardo a Maria, la madre di Gesù, la prima creatura ad essere redenta in pienezza. Così grande è la misura di Dio sull’umanità. Non è né umano né cristiano pensare e parlare in modo sprezzante dell’essere umano come piccolo, basso, meschino, privo di valore e di dignità.

Le molteplici possibilità offerte dai nuovi media – di per sé buone, utili e integranti – sono al contempo anche strumenti con cui le persone attaccano verbalmente, mettono alla gogna, denigrano ed escludono socialmente gli altri. “Shitstorm” è il termine usato oggigiorno per definire una vera e propria esecuzione mediatica. E un altro termine negativo è la parola “fake news” o “verità alternative”. Vengono fatte circolare parole e accuse deliberatamente false. Questo crea insicurezza, sfiducia, sospetto e avvelena le relazioni sociali, politiche e personali! L’abbrutimento del linguaggio, la diffusione di falsità, mezze verità e teorie complottistiche che incutono paura, i commenti offensivi, degradanti e anonimi su internet sono sintomi di uno sviluppo preoccupante. 

3. Siamo anima e corpo

La festa dell’Assunzione di Maria è un’affermazione della positività del corpo, della terra, della creazione. Con questo, la Chiesa intona un inno natalizio e allo stesso tempo pasquale al corpo e lo mette in relazione con il divino. Il Covid è ancora un tema molto presente, in quanto strettamente legato alla salute, un ambito che riguarda l’intera società e quindi di carattere prioritario. Senza dubbio la protezione della salute fisica, anche attraverso una vaccinazione, è necessaria, buona e importante – e anche espressione di responsabilità, solidarietà e rispetto. Ma il Coronavirus ci mette anche di fronte a una verità che la nostra società trova particolarmente difficile da accettare: la vita umana è e rimane vulnerabile, in pericolo, fragile e mortale – prima e dopo la pandemia.

E proteggere la nostra anima? Di quale “vaccinazione”, di quale cura, di quale attenzione ha bisogno la nostra anima? Stiamo facendo abbastanza per mantenere in salute la nostra anima? Quando impareremo nuovamente a riconoscere i limiti, allora impareremo anche a vivere. Quando ricominceremo a capire che l’essere è più importante di ogni avere e di ogni cupidigia, ci avvicineremo al dono e al mistero della vita.

Non siamo solo corpo, ma anche anima! “Quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?”, ci chiede Gesù stesso (Lc 9,25). Determinante non è la durata della vita terrena, ma il modo in cui viviamo! Il Coronavirus non ha in sé il potere di renderci più umani, c’è bisogno della nostra decisione di ripensare e probabilmente anche di rivedere le priorità della nostra vita e della nostra società. Gioverebbe sicuramente a tutta l’umanità e al creato intero.

Maria segno di speranza e di consolazione 

Nel Magnificat, il cantico di lode pronunciato da Maria, ci è donato il motivo conduttore di questa festa: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.” (Lc 1,47-48). Quando pensiamo a Dio e all’umanità, facciamolo in grande, pensiamo allo smisurato valore della creatura umana, apriamoci con fiducia al nostro futuro.

„Il Signore è veramente risorto“: questa testimonianza pasquale è la scintilla iniziale della fede cristiana. L’Assunta ci rivela ciò che è stato donato anche a noi attraverso la morte e la resurrezione di Gesù: la Pasqua dell’umanità, la nostra Pasqua, è iniziata. Siamo stati creati e voluti per il cielo – in anima e corpo.

A tutti un cordiale saluto estivo e una benedizione colma di speranza per la “Pasqua d’estate”.

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